Cure staminali: rischio incostituzionalità per decreto Balduzzi.

Sanità Privata 03/04/2013 16:48:23

La commissione speciale del Senato ieri ha bocciato il primo comma dell’articolo 2 (Impiego di medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva e impiego terapeutico dei medicinali sottoposti a sperimentazione clinica) del decreto recante “Disposizioni urgenti in materia sanitaria” perché non ha i requisiti di urgenza. La proposta di incostituzionalità è stata avanzata da Pdl e Lega, ha visto contrari alla pregiudiziale i due senatori della Lista Monti, ma alla fine sull’incostituzionalità sono convenuti anche Pd e Movimento 5 Stelle.
 
Secondo la senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl) e il senatore Stefano Candiani (Lega) il comma 1 dell’articolo 2 del decreto che attribuisce al ministro della Salute il compito di stilare un regolamento che disciplini “l’impiego di medicinali per terapie avanzate, preparati su base non ripetitiva e impiego terapeutico dei medicinali sottoposti a sperimentazione clinica” non ha i requisiti di necessità e urgenza indispensabili per poter ricorrere allo strumento del decreto. Per questo, sempre secondo la senatrice del Pdl, non deve essere un regolamento ministeriale ma il Parlamento a entrare nel merito delle procedure per le terapie avanzate.
 
II ministro della Salute, Renato Balduzzi, presente nel corso dell’esame si è detto disponibile a “a studiare una diversa soluzione normativa, qualora la Commissione ritenesse il comma 1 dell'articolo 2 privo dei requisiti straordinari di necessità e di urgenza”.
 
Balduzzi, preso atto del voto della Commissione, ha fatto sapere che “la parte del decreto sulle cure con cellule staminali ha una sua completezza interna quindi vengono fatte salve nel nostro provvedimento le situazioni in cui le cure sono già iniziate, possono proseguire a patto che ci siano le garanzie mediche e siano previste le cautele necessarie a dare sicurezza ai cittadini. Ma nel momento in cui si prevede una deroga per queste situazioni è ancor più necessario avere un quadro normativo a regime in modo che i cittadini possano sottoporsi a terapie in strutture idonee e in modo che si capisca la reale efficacia delle cure comunicando gli esiti agli organismi competenti come l'Aifa o l'Istituto superiore di sanità che hanno il compito di esaminare i risultati e fornire la loro valutazione. Tutto questo fa parte dell’operazione realizzata con il decreto legge, quindi dopo la decisione della commissione prendo atto della volontà del Parlamento di farsi carico del problema ma in sede di conversione del decreto legge dovranno tenere conto della necessità di dare garanzie ai cittadini e io vigilerò affinché ciò accada e denuncerò ogni tentativo diverso”.
 
A questo punto è prevedibile che il governo, con riferimento a questa parte, modifichi il decreto mentre la discussione del provvedimento entrando nel merito degli articoli potrebbe cominciare già la prossima settimana. 



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