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RICHIESTA DI ASILO POLITICO PER RAGIONI UMANITARIE ALLA SANTA SEDE STATO DI CITTA’ DEL VATICANO

Segreteria nazionale confederale 09/01/2014 17:55:54

Santità,

con umiltà e fiducia ci rivolgiamo a Lei, confidando pienamente nell’azione dello Spirito Santo che è Dio attivo in noi, certi che vorrà sostenerci con la preghiera ed aiutarci con azioni efficaci a risolvere il drammatico problema della crisi occupazionale, finanziaria, morale e politica che ha stravolto la nostra nazione Italiana e dalla quale non intravvediamo alcuna via d’uscita.

Così come Lei è stato capace di riunire di recente tutte le persone di buona volontà nel mondo nella medesima preghiera e penitenza , per scongiurare il pericolo di un imminente conflitto la cui portata sarebbe stata devastante, allo stesso modo Le chiediamo di compiere un atto di carità elevando  la Sua voce per portare all’attenzione del mondo intero lo scempio che viene in Italia fatto del sacro diritto al lavoro.  Ci aiuti Lei, Santo Padre, a far capire al mondo la gravità della nostra condizione di piccoli e medi imprenditori, artigiani, commercianti, industriali, costretti a licenziare i lavoratori e a chiudere le attività produttive a causa di tassazioni insostenibili e leggi insensate, che perseguono le illecite mire espansionistiche di insensibili oligarchi prepotenti. 

La nostra nazione è in rovina, e sacrifici di generazioni e generazioni di Italiani sono spazzati via con noncuranza, freddezza e cinismo. Lo spettro della povertà aleggia sull’Italia. Molti , troppi, hanno già pagato anche con la vita questa spartizione delle quote dei mercati che persegue il potere fine a se stesso, pretendendo di condizionare e sottomettere mediante un pianificato e sistematico impoverimento popoli liberi e civiltà. Ciò che nelle premesse sarebbe dovuta essere una più equa distribuzione delle ricchezze si è tradotta nei fatti in una iniqua aggiunta di nuove povertà su povertà  consolidate sia in Italia che in altre nazioni del mondo.

Santità, la povertà ha una sua dignità certamente ma tuttavia non è una benedizione. Non sono una benedizione i lavoratori disoccupati e inoccupati, non sono una benedizione gli imprenditori suicidi, non sono una benedizione le famiglie disgregate, non sono una benedizione i giovani sbandati, non sono una benedizione gli anziani non curati perché economicamente non più conveniente, non sono una benedizione i figli non nati a causa di tremendi disagi finanziari e mancanza di prospettive future. Lo stato delle cose in Italia è oltre il limite, oltre il punto di non ritorno, e la nostra società ha bisogno di un aiuto umanitario autorevole. Vogliamo lavorare, Santità, vogliamo vivere sentendoci apprezzati, vogliamo sperare di poter essere ancora parte di una società sana, vogliamo poter essere di aiuto alle nostre comunità, ma non ci è più consentito di fatto.  Questi sono solo alcuni numeri che lo dimostrano:

167 imprenditori sono morti per suicidio nel solo periodo giugno 2012-giugno 2013. Nel corso del 2013, a tutt’oggi la sconfortante conta è di 120 suicidi per motivi di insopportabile disagio economico, il 45% dei quali sono  imprenditori. Salgono complessivamente a 209 i suicidi registrati in Italia per motivazioni economiche dall'inizio del 2012 ad oggi. 

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